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Il Kajal: cos’è, come si usa e differenze con matita occhi

Che il Kajal abbia negli anni conquistato uomini e donne in egual misura non è un mistero. Da Cleopatra che lo indossava con innato charme su occhi grandi e profondi a Jack Sparrow per il quale era sinonimo del fascino da bello e dannato, questo cosmetico ha negli anni ottenuto un successo universale.

Mettere il Kajal e riconoscere i suoi utilizzi non è però una passeggiata. Erroneamente si pensa ad esso come ad una semplice matita, confusi dal vasto assortimento di prodotti che ne emulano le fattezze ma che in realtà sono ben altro.

Cos’è il Kajal e come si usa? Oggi te lo spieghiamo in questo articolo dove andremo a carpirne tutti i segreti e le principali differenze con la matita occhi e come si usa in India.

Cos’è il Kajal?

Kajal Egitto

Ha origini antichissime: le prime testimonianze risalgono al XXXVI a.c e riguardano principalmente l’antico Egitto, dove le donne erano solite utilizzarlo per scopi non solo cosmetici ma anche medici.

Difatti il Kajal è una sostanza pastosa formulata con pigmenti neri, carbone vegetale, galena, malachite, antimonio e grasso animale che creano i presupposti per un’efficace azione antisettica. Nell’antichità uomini e donne lo utilizzavano come potente antibatterico, da applicare sulle palpebre per purificare l’occhio e proteggere lo sguardo dai raggi solari.

Attraversa la storia con uno charme raro da trovare in altri cosmetici ma anche con un pizzico di superstizione. Esso viene infatti ancora oggi applicato sui bambini come strumento perfetto che allontana dall’infante ogni tipo di invidia o malocchio. Molto in voga anche durante le cerimonie religiose, è sfoggiato con eleganza dalle spose indiane e dagli stessi uomini sui quali viene steso dalle donne della famiglia d’origine.

Nella tradizione mediorientale il Kajal è proposto in consistenza pastosa, dotato di due bastoncini in vetro o legno, e può essere nero o grigio. Nelle versioni occidentalizzate del prodotto è possibile trovare il Kajal in matita, conico e in diversi colori.

La storia del Kajal

Come si usa il Kajal?

In ambito cosmetico il Kajal serve per dare maggiore intensità allo sguardo. Al contrario di una matita, il suo tratto è meno definito e più sfumato. Data la sua natura pastosa, si presenta più malleabile e adatto a make up nei quali lo sguardo è perennemente in primo piano.

Può essere utilizzato sia sulla rima interna che su quella esterna. E’ grazie alle sue proprietà antisettiche che il Kajal è ideale per la rima interna: non irrita, dura più a lungo della classica matita ed è perfetto per gli occhi grandi che esalta maggiormente. Sconsigliato invece per quelli piccoli che rimpicciolisce. Per mettere il Kajal è  necessaria una buona manualità, la precisione è tutto nell’applicazione di questo speciale prodotto che tanto affascina quanto crea i presupposti per un look poco armonioso.

Bisogna dunque fare le dovute distinzioni per ottenere un risultato perfetto con il Kajal. Partiamo da quello più comune, reperibile ovunque: la matita o matitone Kajal. Si usa come una comunissima matita occhi con un utilizzo pratico e facile. Bastano pochi step per applicare al meglio la matita Kajal:

  • Socchiudi gli occhi, poggia la mina all’interno della rima inferiore e segui la linea naturale quanto più possibile contigua alle ciglia per evitare anti estetici vuoti di colore;
  • Lentamente stendi il prodotto dall’interno verso l’esterno della rima dell’occhio. Se il risultato non ti soddisfa ripeti l’operazione secondo le tue esigenze;
  • Sulla palpebra puoi usare la matita e poi sfumarla con un pennello specifico. L’effetto è sfumato, mai preciso. Il tratto intenso e a rischio sbavature data la natura del prodotto;
  • Il matitone Kajal potrebbe essere scomodo a causa della forma della punta, morbidissima ma non sempre precisa nella rima interna. Con pazienza e un bastoncino di cotone procedi come sopra: in caso di sbavature puoi rimediare con questo.

Discorso a parte per i Kajal conici. Solitamente possiedono punte dalla forma conica, concepite per simulare meglio l’effetto del Kajal originale. Il Kajal a cono si stende socchiudendo le palpebre, tracciando una linea decisa dall’interno verso l’esterno partendo dalla rima interna. In questo modo il risultato sarà omogeneo e il colore distribuito su entrambe le rime.

Kajal Indiano

Cos’è e come si usa il Kajal indiano

Il Kajal indiano lo riconosci subito. E’ solitamente proposto in barattolini dal design etnico, presenta una consistenza pastosa e contiene al suo interno due bastoncini per l’applicazione, in legno o vetro. Immancabile la pietra in quarzo che conserva le proprietà del prodotto nel tempo assorbendone tutta l’umidità in eccesso.

Si trova nei negozi etnici, in alcune erboristerie e su alcuni e-commerce specializzati. Non va assolutamente confuso con il Kohl, una polvere nera molto utilizzata nei paesi mediorientali per ricreare make up intensi ma la cui tenuta è decisamente maggiore.

Usare il Kajal indiano è facile se segui questi step:

  • Preleva una minima quantità di prodotto con il bastoncino in dotazione. La punta dovrà essere ricoperta quel tanto che basta per simulare la forma della mina di una matita;
  • Socchiudi gli occhi e poggia il bastoncino nella rima interna, passandolo dall’interno verso l’esterno. Il gesto va effettuato molto lentamente in modo da far aderire il colore su entrambe le rime.

In alternativa puoi utilizzare il pennello per applicare il Kajal indiano. Ti basterà sceglierne uno dalla punta piccola o piatta,  depositarvi una piccola quantità di prodotto e stenderlo come sopra. Se preferisci un risultato più lucido inumidisci la punta del pennello prima dell’applicazione.

In ogni caso è bene non esagerare: ne basta davvero poco per ottenere risultati strepitosi!

Kajal

Quali differenze tra Kajal e matita occhi?

Confondere il Kajal e la matita occhi è all’ordine del giorno se non conosci le differenze tra i due prodotti. Per quanto siano simili,  sono due mondi a parte da conoscere per valutare quale sia quello più adatto a noi.

Tutti conosciamo la matita nera. Immancabile nei nostri beauty case, unisce praticità ed efficacia in una forma pronta all’uso. Adatta a qualsiasi make up, sfumata o non sfumata, garantisce un tratto preciso, sta bene a tutte ed è facilmente reperibile a prezzi economici.

La punta può essere morbida o rigida, il tratto intenso o leggero in base alla qualità della stessa. Proposta nella variante in gel è anche waterproof, resistente all’umidità e all’acqua. Raramente è però adatta all’applicazione su rima interna, compito relegato alle matite con specifica funzione.

Il Kajal è invece più pastoso, dona un risultato più sfumato e impreciso ma è anche malleabile.  Il suo colore è intenso, conferisce intensità allo sguardo ed è facile da applicare sulla rima interna dove offre una maggiore tenuta rispetto alla classica matita. Non è però waterproof, quindi se tocchi spesso gli occhi o hai problemi di lacrimazione eccessiva  potrebbe non fare al caso tuo.

Meno pratico rispetto alla matita, esige una manualità perfetta. Se questa manca il risultato potrebbe essere diverso da quello che desideri.

Conclusioni

Il Kajal è il passpartout del make up mediorientale: accentua la bellezza degli sguardi, valorizzando occhi grandi e profondi. Ideale per valorizzare il make up occhi, non è però adatto a tutti. Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere con un commento.


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Info autore

Miss B.

Barbara, 27 anni.

Catanese di meneghina adozione, coltivo sin dalla tenera età la passione per la scrittura, pilastro fondamentale di un'intera esistenza che mi ha concesso l'opportunità di collaborare, da beauty blogger prima e da copywriter poi, con diversi portali specializzati nell'ambito beauty.

Il make up come arte, la penna come vera testimonianza di un mondo che va oltre l'apparenza e concede infinite possibilità di trasformazione.

Gattara fino al midollo, nelle mie infinite giornate da 48 h trovo anche il tempo per occuparmi di lettura, tecnologia e, da brava forchetta, anche di cucina.

Mi definisco multitasking, la verità è che non so stare un attimo ferma. Aspirante scrittrice, immagino mondi, storie e volti per raccontarne ogni singola sfumatura.

La scrittura è il mio ossigeno. Mi trovate anche su http://inmybeautybox.altervista.org/ .

Peace&Cat. Sempre.

27 Commenti

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  • il kajal è stato il primo prodotto make up che ho conosciuto! Sin da quando ero ragazzina lo uso e non posso farne a meno, avendo gli occhi scuri mi piace come (insieme all’eyeliner) intensifica lo sguardo e ormai non posso più farne a meno, non riesco a vedere il mio occhio senza kajal, forse sarà l’abitudine ma è tutta un’altra storia, una rivoluzione per me! 🙂

  • Adoro questo articolo,ma ho una domanda : secondo te sono affidabili tutte quelle ‘matite’ vendute dalle case cosmetiche spacciate per kajal? Perché ho sempre avuto qualche dubbio,ma non avendone mai provato uno vero e proprio non so giudicare

    • Ciao Alice, ti rispondo subito. I tuoi dubbi sono più che leciti, purtroppo sono in moltissime le case cosmetiche che sulle matite classiche apportano la definizione di Kajal per attirare più clientela e spingere all’acquisto di un determinato prodotto anche se questo potrebbe essere tutt’altro che la famosa pasta indiana dell’articolo. Uso la matita da ormai quattordici anni, ne ho provate centinaia e tutte ma proprio TUTTE erano sempre contraddistinte dalla definizione Kajal.
      Ovviamente più della metà non corrispondono a quanto detto. Del Kajal possono riprendere il nero intenso ma il resto non è neanche lontanamente paragonabile all’originale. E’ possibile riconoscere il vero Kajal dalla consistenza: escludendo quelli conici e in pot, originali e con i quali puoi andare sul sicuro, se questo è proposto in formato matita-matitone basta osservare la mina e il tratto rilasciato sulla pelle. Deve essere pastoso, quasi grumoso e avere un tratto intenso e pieno. Il nero è solitamente più brillante, mentre la mina riesce a scrivere anche nella rima interna dell’occhio. E’ qui la vera differenza. La comune matita per occhi solitamente non riesce a scrivere perfettamente nella rima interna, il tratto è incerto e va via dopo un battito di ciglia; la VERA matita Kajal invece scrive bene nella rima interna dell’occhio, rilascia un colore intenso ma sbavato sulle palpebre esterne e possiede un colore nettamente più intenso e brillante.
      E’ l’unico modo che hai per capire se effettivamente si tratta di una VERA matita Kajal o di una scarsa imitazione. Spero di esserti stata d’aiuto, se hai ancora dubbi sono qui a disposizione. 🙂

  • Mai usato, ancora devo cimentarmi con la matita.

  • Non ho mai usato il kajal, ma, ora che ho letto l’articolo, vorrei proprio provarlo!

  • Bellissimo articolo.. È stato affascinante scoprire la storia che c’è dietro al kajal..

  • Fantastico il kajal, lo adoro

  • adoro il kajal, il prodotto in sè e la sua storia sono affascinanti. gran bell’articolo

  • Per chi, come me, era ragazza negli anni ’80, il kajal rappresentava il primo “trucco”…..

  • conoscevo l’origine del kajal.. mi piace molto il make up di origine araba..

  • Non ho mai provato il kajal…devo assolutamente rimediare! grazie per l’articolo! 🙂

  • Il kajal è indubbiamente affascinante e quando ero ancora troppo ragazzina e toccava truccarsi di nascosto a scuola, il mio primo prodottino fu proprio una matita kajal nera:-))) Poi ho preferito usare le comuni matite o matite kajal (per questioni di lacrimazione frequente) e ho accantonato l’idea di usare il vero kajal. Il tuo affascinante articolo, erò, me ne fa tronare la voglia, tra l’altro quelli tanto carucci da vedere con i pack in legno artigianale sono stupendi, io ho visto i due che hanno portato alle mie cugine dall’India e sono belli sia da vedere che facili da usare…chissà, magari prima o poi decido di provarlo l’originale, magari non per tutti i giorni, ma mi piacerebbe averlo nella mia collezione:-)

    • *però* *tornare*

      • Siamo in due, Sun: anch’io patisco le conseguenze della lacrimazione frequente e non posso purtroppo concedermi make up occhi di questa entità giornalmente. Ultimamente ho acquistato il matitone Kajal Hayati della linea Wycon Amani, un prodotto di sofisticata bellezza e dall’intenso tratto ricco di fascino difficile da ritrovare nelle matite normali. Purtroppo devo limitarne l’uso a sporadici giorni, stando ben attenta a non toccare gli occhi quando lo applico e controllando frequentemente se non sia sbavato miseramente. Alcune volte mi sono ritrovata nei panni di un panda smarrito ma al Kajal non rinuncio, quindi mi limito ad essere protetta dal WWF in tal caso. ;-P
        Il formato originale del prodotto possiede uno charme unico. Mi piacerebbe provare l’originale, sarebbe un’esperienza interessante. 🙂

  • Un piacere leggere la tua storia di questo prodotto ,per il quale nutro un senso di affetto particolare perche’ mi ricorda il suo uso da parte di mia madre , quando la osservavo a bocca aperta, mentre davanti allo specchio ,lo applicava in maniera perfetta .

  • Ed io che ero convinta fosse l’ordinaria matita nera!

    • Anch’io lo credevo fino a qualche anno fa. 😉 Sto preparando la recensione di un matitone kajal dove vi faccio capire meglio le differenze con la matita nera tramite foto e swatch comparativi, questione di giorni e arriva. 🙂

  • Quando ero più piccola ero solita usare molto spesso il kajal, effettivamente il tuo articolo mi ha fatto venire voglia di riprenderlo. Non immaginavo che avesse proprietà antisettiche, interessante! Articolo perfetto e scorrevolissimo come al solito 🙂

    • Io lo adoro. Valorizza egregiamente lo sguardo, soprattutto se si hanno occhi molto grandi. Tutto un altro mondo, peccato la tenuta non sia formidabile e che sostanzialmente non sia adatto a chi soffre di lacrimazione facile o si tocca costantemente gli occhi. Non nego che qualche volta mi sono trasformata in un panda ma il fascino del Kajal è irresistibile, c’è poco da fare. 🙂 Sì, è antisettico! Per questo può essere tranquillamente applicato nella rima interna senza avvertire bruciore o altro. 😀

  • Anche se non rientra nel mio genere di trucco, il kajal è un prodotto che mi affascina da anni.

  • Articolo davvero interessante, non conoscevo la storia di questo prodotto e i suoi usi nell’antichità.

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